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La Matrix divina


ritratto di carlo

By carlo - Posted on 03 Ottobre 2008

  • Non esiste il vuoto nell'universo, ma un campo di energia nato con l'esplosione del Big Bang e che collega tutte le parti della realtà. Questo campo di energia è la Matrix divina:una rete che investe e connette tutto, costituita da un intreccio di filamenti molto simili a quelli presenti nel nostro cervello (e alle stringhe postulate da Schwarz e Susskind?).
     
  • Se tutto è collegato, noi siamo in grado, aprendo un canale di comunicazione con la Matrix, di conoscere, comunicare e interagire con tutto ciò che esiste.
     
  • L'uomo, come ogni altra patre della realtà, è interconnesso a tutti e a tutto tramite questo campo di energia. ma soprattutto l'uomo ha in sè le capacità di trasformare la realtà circostante.

Ecco i punti principali della teoria sulla Matrix divina di Gregg Braden, geologo ed ex-collaboratore della Nasa. Il punto principale della sua teoria è che "il pensiero crea la realtà". Con questa affermazione, Braden riprende un concetto di filosofie e religioni antiche, come gli insegnamenti vedici, lo sciamanesimo, il buddismo, i testi Esseni e lo stesso cristianesimo delle origini.
Ma il suo consenso a questa visione filosofica e religiosa non è fondata sul niente, ma si fonda sulle sue intepretazioni di recenti esperimenti scientifici.

Vediamo le fondamenta fisiche dei punti principali della sua teoria:

1. Big Bang e Matrix Divina
Alle origini il nostro universo era un densissimo punto di materia, che è stato soggetto ad un'enorme esplosione.
L'esplosione del Big Bang ha portato con sé uno schema energetico, un campo di energia, progetto di tutto ciò che esiste ed esisterà. Questa vera e propria ragnatela di energia è la Matrix divina, in continua espansione.
Si può dire che la Matrix Divina è il tessuto con sui viene costruito il reale (da noi).
Alla Matrix Divina si deve applicare il concetto di ologramma: in un ologramma, ogni parte contiene la totalità dell'informazione: se si divide l'ologramma in molteplici parti, ogni parte mostrerà comunque la figura per intero.
Qualsiasi cosa nel mondo, compresi noi umani, contiene l'intero nella sua totalità, anche se in scala ridotta (come il DNA, che contiene tutte le informazioni genetiche di un individuo, sia che sia estratto da un cellula che da un capello).
Il microcosmo uomo contiene quindi in sè il macrocosmo ed è interoconnesso ad esso: un cambiamento nel tutto porta un cambiamento nella parte e viceversa.

 2. Interconnessione e azione a distanza
Gregg Braden riprende l'esperimento noto come il teletrasporto di fotoni effettuato presso l’Università di Ginevra nel 1997. Due fotoni sono posti in luoghi separati e distanti:  nonostante la distanza, qualsiasi cambiamento del primo fotone si verifica istantaneamente anche sul secondo fotone. I due fotoni si comportano quindi come fossero collegati.
Questo fenomeno si chiama entanglement quantistico, e consiste quindi nell'azione di una particella su una particella gemella posta distante dalla prima.
Secondo Gregg Braden, il fenomeno è spiegabile proprio grazie alla rete energetica che mette in connessione tutte le cose.

3. Come l'uomo trasfroma la realtà: esprimento sul DNA umano e il potere del cuore
Lo scienziato russo Poponiam ha condotto un esperimento per studiare un'eventuale azione del DNA umano nei confronti dei fotoni. Ha preso un tubo al cui interno c'erano dei fotoni disposti in modo casuale. Quando si aggiunge il DNA, i fotoni reagiscono e si allineano all’ellisse del DNA.
Inoltre, pur estraendo il DNA dal tubo, i fotoni rimangono nella stessa posizione, comportandosi come se il DNA fosse ancora presente.
Da questo risultato, noto come Phantom DNA, Gregg Braden deduce che il Dna -  quindi l'uomo -  può modificare la realtà che lo circonda.

 

 

Ma come fa il Dna umano ad agire sul mondo reale?
Per spiegare questo punto, GB riprende uno studio del 1993, secondo cui esiste un campo di energia attorno al nostro cuore che si espande all’esterno. Il cuore ha un campo elettrico 100 volte maggiore di quello del cervello e un campo magnetico 5000 volte maggiore, in grado di interagire col mondo circostante.

Sempre secondo questo studio, le emozioni possono modificare il DNA: ad esempio, le emozioni positive di amore e compassione rilassano l’ellisse del DNA, mentre la paura e la rabbia la contraggono.
Ne risulta che le emozioni, collegate al cuore, modificano il Dna e il Dna interviene sulla realtà esterna. Di conseguenza, l'uomo riesce a intervenire sul mondo circostante con le emozioni che prova nel cuore.
Grazie a questo potere, Gregg Braden spiega ad esempio le guarigioni definite miracolose o la capacità di un'aborigena australiana di far comparire e scomparire gli alberi a suo piacimento.

In termini più "fisici": la realtà esterna è costituita da onde fisse (o stazionarie, le cui oscillazioni cioé sono limitate, quindi non c'è propagazione nello spazio); il meccanismo dell'universo segue invece onde non fisse, oscillanti tra passato e presente.
Le nostre emozioni fissano la realtà: producono cioé un’onda stazionaria che fissa, congela una possibilità quantistica. In questo modo viene creata la realtà.

Come farlo effettivamente? Per congelare, bloccare la possibilità quantistica e materializzarla in realtà, bisogna sentire il sentimento come se fosse già avvenuto(non basta pensarlo col cervello, bisogna sentirlo).

Per usare una metafora di Gregg Braden, noi saremmo il software in grado di programmare il computer, e più siamo meglio è: i sentimenti sono le istruzioni per programmare la Matrix Divina e le scelte individuali si combinano per diventare realtà umana e collettiva. Di conseguenza, se la collettività si impegnasse per provare amore e compassione, potrebbe cambiare concretamente il mondo reale.

Personalmente trovo spunti di riflessione molto interessanti in questa teoria: la possibilità di essere in qualche modo noi gli autori del mondo circostante è da indagare, in un'indagine del che voglia essere critica e non dogmatica.

Per quanto riguarda il risvolto messianico che nasce dall'appello al cuore... beh, francamente tendo a ricordare che l'autore in questione è il figlio di quel William Braden che negli anni Sessanta insegnava a trovare Dio con l’Lsd.
Il buon Gregg cerca invece Dio in uno schema di energia cosmica e nella nostra capcità di plasmarla, come demiurghi. Un'ipotesi - all'interno della Matrice, un ruolo di demiurgo per l'uomo - che vorrei indagare.
E  per questo chiedo i vostri contributi.

Riferimenti:

 

 "La Matrix Divina, seminario di Gregg Braden", Milano 1997

"La Matrix Divina. Un ponte tra tempo, spazio, miracoli e credenze", Gregg Braden, Macroedizioni, 2007

 

 

 

 Ehm.. purtroppo per quanto sia affascinante l'articolo, mi vedo DAVVERO costretto a smentire pesantemente una frase, su cui come aveva già intuito Carlo, l'autore si è spinto un po' troppo il la, addentrandosi in un campo che non era il suo.  Possiamo parlarne se rimaniamo nel campo dell'interazione mente-mente dovuta alle onde cerebrali, lo posso concepire, ma il ruolo del DNA in tutto questo lo devo proprio smentire.

Riporto la frase "Sempre secondo questo studio, le emozioni possono modificare il DNA: ad esempio, le emozioni positive di amore e compassione rilassano l’ellisse del DNA, mentre la paura e la rabbia la contraggono. Ne risulta che le emozioni, collegate al cuore, modificano il Dna e il Dna interviene sulla realtà esterna."

Il rilassamento dei superavvolgimenti dell'elica del DNA avviene ad opera di proteine chiamate Topoisomerasi. Queste si occupano di rilassarlo in momenti importanti come la replicazione del DNA per renderlo accessibile alle proteine adibite alla replicazione. In condizioni normali invece il DNA se ne sta bello tranquillo impacchettato soprattutto nel momento della duplicazione cellulare in cui deve essere sotto forma di cromosomi, quindi moooolto impacchettato. 
1. Se le emozioni positive rilassassero il DNA allora impedirebbero una corretta duplicazione con conseguenza di una mancata, o peggio errata duplicazione cellulare, ossia la morte prima cellulare, e su larga scala significa la morte dell'individuo.
2. A quanto ne so è ancora tutto da dimostrare che le emozioni passino per il cuore. Possono cambiare il battito cardiaco, ma oltre quello il resto è da dimostrare, per quello che ne so. 
3. Un cambiamento nel DNA nel senso di superavvolgimento o della sua compattazione in genere, non cambia qualitativamente ciò che esso trascrive ossia i geni, bensì al massimo come ho già detto, ne impedisce la trascrizione. Con conseguente morte. 
4. Anche se ci fosse una modificazione nel DNA (mutazione) sono pochissime le mutazioni che portano ad una conseguenza vera e propria sulla cellula, figurarsi quelle che questa mutazione può portare a livello dell'intero individuo. Le mutazioni per la maggior parte sono silenti (ossia non cambia nulla o quasi nulla) alcune negative (portano a deficit della cellula o alla morte cellulare) pochissime sono positive. E comunque la cellula ha meccanismi appositi di correzione errori. 
5. Anche ammettendo una mutazione così magicamente importante per la cellula da significare davvero qualcosa per l'organismo intero (e mi viene in mente solo il tumore come esempio, e penso sia davvero l'unico) c'è da considerare che l'azione avverrebbe in tempi talmente lunghi che non avrebbe davvero senso parlre di causa effetto sull'organismo, figurarsi al di fuori di esso.

Scusate la precisazione un po' puntigliosa ma mi sono sentito proprio ferito .. è il caso di dirlo.. nel DNA .. XD  
 



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