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La legge del Karma

Riporto un brano tratto dal web per spiegarvi chiarmanete cosa si intende con il termine KArma, su cui spesso si fa confusione.
Leggendo questo passo, salterà agli occhi l'analogia tra la legge buddista del Karma e la legge di attrazione esposta nel libro deidicato alla Caccia alla Matrice, e quindi con la teoria dell'uomo come autore del mondo che lo circonda proposta da Gregg Braden.
Ho imparato dalla nostra filosofa Sofia che dai parallelismi tra discipline diverse si possono inferire - come dice lei - moltissimi dati su impossibili interpretazioni della realtà che ci circonda.
Tratto da http://www.misteria.org/index_file/Copia%20di%20index_file/misteria/karma-dharma.htm
"Prima di tutto è necessario un breve inciso: bisogna capire che cosa è il Karma, che non è - come molti occidentali credono erroneamente - il destino "ineluttabile", già scritto e deciso cui è inutile ribellarsi... ma la conseguenza inevitabile delle nostre azioni, di tutte le nostre vite, soprattutto di quelle passate.
Karma è un termine sanscrito e significa "Legge di azione e di conseguenza". Possiamo anche dire "Legge di causa ed effetto", e anche "Legge di Compensazione" o "Legge della Bilancia"; l'importante è capire che si tratta di una Legge Cosmica, e anche che questa Legge governa tutto il Creato, indipendentemente dal fatto che ci si creda o meno. Ho scritto Legge in maiuscolo, perché si tratta di una Legge Divina, buona se perfettamente equilibrata... quanto terribile in caso di sbilanciamento. Ciò che regola questa Legge è l'Armonia. La Bilancia Cosmica che deve mantenersi eternamente in perfetto equilibrio...
Un'azione provoca una conseguenza. Sempre. Chi farà il bene, riceverà riconoscenza, e chi offenderà riceverà uno schiaffo; bisogna sapere che ogni azione compiuta comporta una conseguenza, e quindi è giusto pensare prima di agire, o per lo meno essere pronti ad affrontare le conseguenze di quello che facciamo intenzionalmente.
Secondo le filosofie orientali, il concetto del Tempo ha la forma di una ruota: il termine sanscrito Sansara è infatti la ruota delle rinascite, che consente di scontare le colpe e gli errori commessi nelle vite precedenti e di completare il percorso personale di Coscienza e di crescita spirituale. Questa ruota tuttavia - e ciò è fondamentale per la sorte di ognuno - non è inarrestabile e lascia un certo spazio per il cambiamento consapevole del proprio Karma: la persona allenata - grazie all'insegnamento di un Maestro, alla meditazione e alla rettitudine (Dharma) - a condurre una vita consapevole e allerta, è attenta a riconoscere i "segni" che il proprio Sé interiore manda in continuazione per riconoscere una situazione particolare. Un segno potrebbe essere un malessere di fronte a un fatto, una sensazione di deja vu, un sogno, un incontro, un luogo, una reazione particolare, un dolore fisico improvviso; sono molti i messaggi che riceviamo, spesso proprio dal nostro corpo fisico, che ci avverte di un qualcosa che stentiamo a riconoscere. La nostra Coscienza, immortale e asessuata, ritorna ogni volta a rivestirsi di un corpo fisico per ripetere la prova terrena: si ritroverà a rivivere gli stessi eventi, con le stesse persone, e a fare delle scelte... ma ogni volta i ruoli del teatro della vita saranno scambiati. Stessi protagonisti, talvolta stessi fatti, spesso luoghi diversi: ci sono Karma individuali, familiari, paesani, nazionali, continentali e perfino planetari. Questo la dice lunga su alcuni cataclismi terrestri, maremoti e tsunami, sciagure familiari, frane e alluvioni che distruggono interi paesi, e su guerre fratricide o in nome di qualche religione. Solo il Karma, in questo caso terribile giustiziere, è responsabile di queste "conseguenze" le cui "azioni" determinanti non capiamo, perché sono state commesse in vite dimenticate. Il karma in questo caso ha riequilibrato la bilancia e fatto ritornare l'armonia, anche se noi non lo possiamo capire; la consolazione è capire che la morte non è un lutto, ma la liberazione da questo corpo che ti tiene legati e ci impedisce di volare, vibrare, brillare, amare ed essere pervasi di un'infinità beatitudine. Siamo nati per morire: la morte è il premio, perché libera l'Anima (o Coscienza o Atma o Monade) e le restituisce la vera vita. La vita del corpo fisico non è la vera vita: è illusione! E' solo l'insieme di cellule atomiche e subatomiche che rendono illusoriamente materiale il corpo fisico che costringe "a terra" la nostra Coscienza Animica. Come il palombaro o l'astronauta, che indossano tuta, scafandro e calzature particolarmente pesanti, così anche la nostra Coscienza - per restare "a terra" - deve essere imprigionata in un involucro che ne riduce tuttavia la libertà di azione e movimento del 90%.
Secondo il pensiero occidentale, invece, il tempo ha una forma lineare, come una strada che inizia da una parte e finisce dall'altra: infatti non prevede il "ritorno", ossia la trasmigrazione dell'anima in un altro corpo (reincarnazione), ma solo un luogo di destinazione diverso, paradisiaco o infernale, secondo i meriti. Tuttavia, anche per un assassino che avesse ammazzato i propri figli, è prevista la salvezza dell'anima in caso di pentimento (confessione o estrema unzione), in virtù della misericordia divina...
La filosofia orientale è la più antica conosciuta e documentata. Nei testi Veda si apprende che ogni essere umano nasce portando "un sacchetto di semi" dalla sua vita precedente: si tratta delle sue azioni con le quali sarà ripagato in questa vita. Se avrà fatto il bene, riceverà il bene... ma se avrà fatto il male, ne avrà in ugual misura! Ed è assolutamente inutile sperare che non sia vero o che qualcosa sfugga al controllo, anche se l'abbiamo dimenticato: anche la più banale azione dovrà passare attraverso la strettissima cruna. Il libero arbitrio di cui disponiamo porta la maggioranza a scelte sbagliate, privilegiando il proprio ego a scapito della dignità e della giustizia. Per questo non bisogna vivere con distrazione; per questo è indispensabile tenere sempre a mente che ognuno diventa quello che pensa, e che la Divinità alberga all'interno dell'essere umano (ed è in grado di dispensare la guarigione o la ricompensa, la gioia o la generosità a condizione di essere riconosciuta). Il percorso che porta alla correzione degli errori commessi nelle vite precedenti è determinante per l'equilibrio della bilancia karmica.
Alla base di questa filosofia c'è il concetto della reincarnazione: argomento "tabù", accuratamente evitato dagli occidentali e da quanti preferiscono non dover pagare i debiti...
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